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Normanni, 3 medaglie ai campionati nazionali

Domenica, 23 settembre 2012

A poche settimane di distanza dalla medaglia di bronzo ottenuta dal normanno Vincenzo Schiavone ai Campionati italiani specialità tiro di campagna, la storia si ripete e anzi migliora. Ben tre, infatti, sono i successi ottenuti nel corso della manifestazione regina dell’arco.

A Cherasco, in provincia di Cuneo, nel corso dei Nazionali, specialità tiro alla targa, di tipo olimpionico per intenderci, conclusisi domenica, l’associazione aversana degli Arcieri Normanni ha, infatti, conquistato due medaglie d’argento e un’altra di bronzo, quest’ultima ancora del solito Schiavone. La novità di questa volta, però, è data dalla forte e a tratti sorprendente rimonta dell’arciere aversano. Partito non favorito, ha chiuso la prima parte di gara al diciottesimo posto, per poi rimontare al quindicesimo e finendo la gara al terzo posto, a solo un punto dall’argento. Sul secondo gradino più alto del podio è salita, invece, la squadra Allievi di Pasquale Mariniello e Alfonso Rosselli che, con Schiavone, ha sbaragliato gli altri cinque avversari, giungendo ad un punto dall’oro. Stesso colore di medaglia anche per i Ragazzi, con Francesco Imperatore, Daniele Di Franco e Paolo Zannettini, quest’ultimo arrivato quarto nella gara individuale, a dieci punti dal vincitore. Un anno sportivo che si apre, dunque, con i migliori auspici per la storica società aversana e che conferma la dominanza normanna in campo giovanile e nel lavoro di squadra. Altri buoni risultati sono stati, infine, ottenuti dai seniores Arturo Mozzillo nell’arco olimpico e Monica Sederino nel compound.

Nicola del Piano

(campanianotizie.com)

Assoluti indoor, Argento per gli Arcieri Normanni

Gli Arcieri Normanni tornano a casa, dai Campionati italiani indoor conclusisi domenica scorsa a Padova, con un argento conquistato nell’arco nudo da Giuseppe Fonti, che ha spiazzato, lasciandoli a bocca asciutta, tutti gli avversari. In particolare, i concorrenti della Nazionale italiana, tra i quali l’azzurro Seimandi, si sono visti togliere il timone del comando, prima nella gara di qualificazione e poi negli assoluti del match dove hanno dovuto cedere il passo a Fonti, preceduto soltanto dal viterbese Bassetta. Molto al di sotto delle aspettative, invece, la performance dei giovani normanni. Se nel primo pomeriggio di sabato cominciavano ad arrivare notizie assai incoraggianti sui possibili buoni piazzamenti, queste sono andate scemando nel corso della competizione.

Sia la squadra maschile della classe allievi, sia Vincenzo Schiavone, infatti, hanno condotto la gara quasi per tutto il tempo, restando sempre al primo posto, fino a quando però, complice l’emozione o l’incosciente sicurezza, i giovani normanni hanno cominciato a commettere qualche errore di troppo, indietreggiando e portando a casa un quinto posto a squadra e un quarto posto per Schiavone. “Regali di fine stagione” li ha già battezzati qualcuno che però lasciano l’amaro in bocca, rischiando di portare con sé tutto il lavoro e i sacrifici fatti da settembre ad oggi. A confortare i fans normanni e gli aversani tutti resta comunque il secondo posto di Fonti, che ha permesso alla società aversana di piazzarsi all’undicesimo posto tra le migliori società italiane di questi ultimi Campionati italiani. Campionati italiani che hanno salutato la stagione indoor, dando il benvenuto alle competizioni all’aperto ed alle più lunghe distanze.

(Campanianotizie.com)

Tiro con l’arco – Oro per i Normanni ai campionati italiani

Dopo due anni dall’ultima medaglia d’oro ai Campionati Italiani, gli Arcieri Normanni tornano a salire sul gradino più alto del podio grazie al giovanissimo Vincenzo Schiavone che nella classe dei ragazzi ha superato il catanese Mascali di oltre 15 punti. Teatro dell’eccellenza normanna è stato, questa volta, l’Umbria con Città della Pieve già nota a coloro che seguono le vicende arcieristiche per essere stata a lungo patria di un’importante gara di selezione nazionale nella specialità tiro di campagna.

Ed è proprio con tale specialità che si è chiuso, domenica scorsa, l’ultimo importante appuntamento prima della pausa estiva per gli Arcieri aversani. Un successo che integra ulteriormente il ricco palmares della squadra e che premia i sacrifici fatti durante questa stagione, consacrando la giovane scuderia dei Normanni tra le migliori in Italia.

Tale trend positivo, infatti, aveva già dato i primi segnali durante l’ultima Coppa Italia delle Regioni, svoltasi due settimane fa a Varese, dove gli atleti di casa nostra che vestivano la maglia campana, hanno ottenuto diverse medaglie, conquistando, tra gli altri, un importante secondo posto con Paolo Zannettini, autore di una memorabile performance durante la fase post gara che vede gli arcieri contendersi il titolo di migliore atleta assoluto della competizione.

Da ricordare, ancora, le ottime prestazioni dei seniores Mozzillo, Troncone, Sederino e Ferrandino e dal restante gruppo giovanile composto da Pasquale Mariniello, Giuseppe Sparaco, Vittorio Elia e Mario Mattiello, tutte giovani promesse che a questo punto dell’anno si può ben dire abbiano saputo conciliare gli impegni scolastici con quelli sportivi, ponendosi ad esempio per tanti altri coetanei.

(BLOQ/Pupia)

Campionati nazionali studenteschi di tiro con l’arco: Chianciano Terme 27-28 Maggio 2011

Trasferta trionfale alla fase nazionale dei giochi studenteschi di tiro con l’arco da parte degli studenti aversani, i quali hanno onorato i colori della Campania vincendo la competizione della categoria “cadetti” conquistando la medaglia d’oro a squadre con la scuola media “A.De Curtis” con di Franco Daniele,  Mariniello Pasquale  e Zannettini Paolo accompagnati dal prof. Borrelli Bruno. L’alunno, di Franco Daniele, a sua volta ha conquistato la medaglia d’argento individuale,  dopo aver perso per solo due punti la medaglia d’oro.  Per quanto riguarda la categoria “Allievi” il liceo scientifico “E.Fermi” con Sparaco Giuseppe, Sparaco Gabriele e di Franco Emanuele, accompagnati dalla prof.ssa Affinito Giuseppa,   ha combattuto fino alla fine per conquistare un posto sul podio, senza purtroppo riuscirci. Nonostante tutto sono motivo di orgoglio per la Campania e per il liceo stesso, ed ora piu’ agguerriti che mai tenteranno di strappare una medaglia il prossimo anno, e nulla ci impedisce di pensare che sarà quella che luccica più di tutte. A prescindere dai risultati, la trasferta ha permesso ai nostri atleti di crescere ulteriormente nell’ambito sportivo e in quello umano, facendo nuove esperienze e nuove conoscenze con ragazzi di altre regioni e altri istituti. Lo sport, oltre alle doti agonistiche e valori prettamente tecnici insegna a socializzare, ad essere leali e a stare bene con gli altri.

 (Giuseppe Sparaco)

Campionati regionali studenteschi di tiro con l’arco: Aversa 13 Maggio 2011

Il 27 e il 28 maggio a Chianciano Terme gli Arcieri Normanni si giocheranno un posto per il podio alla finale nazionale dei giochi sportivi studenteschi di tiro con l’arco. I giovani arcieri aversani hanno, infatti, surclassato tutti gli avversari  alla competizione  regionale tenutasi il 13 maggio proprio ad Aversa, presso il campo di tiro dell’Asd Arcieri Normanni. Alle finali dei giochi nazionali, organizzati dal Miur con la Federazione nazionale di tiro F.I.T.Arco, cercheranno di portare in alto i colori della Campania i giovani atleti normanni  Sparaco Giuseppe, Sparaco Gabriele e Di Franco Emanuele in rappresentanza del Liceo Scientifico “Enrico Fermi” e Zannettini Paolo, Mariniello Pasquale e Di Franco Daniele, alunni della scuola media “Antonio De Curtis”. I docenti Affinito e Borrelli con il consigliere nazionale Fitarco e coach Domenico del Piano saranno gli accompagnatori dei ragazzi che dovranno confrontarsi con squadre blasonate come le fortissime Lombardia e Toscana dove il tiro con l’arco è uno sport molto praticato. Una tradizione che si sta radicando fortemente anche ad Aversa grazie al lavoro portato avanti con grande passione dall’Asd Arcieri Normanni, la quale ha iniziato da qualche anno a fare proseliti nelle scuole cittadine ed oggi raccoglie i primi frutti. Il tiro con l’arco è considerato come il più antico tra gli sport moderni, anche se meno conosciuto e praticato. Una pratica bellissima che insegna a coloro che lo praticano una serie infinita di valori positivi utili alla crescita personale e sociale. I nostri ragazzi stanno dimostrando di essere all’altezza per una competizione così importante.

(Giuseppe Sparaco)

Arcieri Normanni, inaugurato campo in Via Giotto

Inaugurato presso il quarto circolo di Aversa, in via Giotto, il nuovo campo di tiro degli Arcieri Normanni. La struttura, infatti, è stata oggetto di lavori di ristrutturazione, finanziati dal Comune di Aversa, con la costruzione della nuova pensilina ed il rifacimento completo dei bagni. I lavori sono durati un paio di mesi. La nuova struttura è stata battezza dai giochi studenteschi regionali che si sono svolti proprio nella giornata di ieri dove i vincitori si sono qualificati per le finali di Chianciano. Per il Comune di Aversa erano presenti l’assessore allo Sport Romilda Balivo ed il consigliere comunale Michele Galluccio, delegato alle politiche giovanili, che ha seguito da vicino gli interventi programmati che ha ritenuto sottolineare l’importanza, da parte dell’amministrazione, di essere vicini anche ad uno sport minore (solo per l’aspetto economico) che ogni giorno con i propri educatori, attraverso il doppio degli sforzi, va avanti con la passione di veder crescere i campioncini del domani

(CasertaNews / Pupia)

Di seguito, un’intervista che ci riguarda, pubblicata alcuni anni fa sulla rivista federale “Arcieri”…

La fabbrica dei giovani atleti di Gian Carlo Casorati

Dalla passione di due coniugi è nato un piccolo miracolo italiano: gli Arcieri Normanni di Aversa, vera fucina di giovanissimi talenti.

Agli ultimi due Campionati Italiani, Targa a Perugia e Indoor a Ivrea, non sono sfuggite agli osservatori più attenti le prestazioni di una giovanissima tiratrice di Aversa, che tirando nella classe superiore ha vinto due titoli. Si tratta di Anna Maria Tessitore nata nel 1987, ancora nella classe giovanissimi, che con un salto di due anni, è stata iscritta ai Campionati nella classe ragazzi. La giovane età di questa ragazzina ha stupito tutti e ha fatto scoprire che tutta la squadra ragazze degli Arcieri Normanni, agli Indoor Nazionali, era composta da coetanee undicenni che hanno dominato con il primo e secondo posto individuale e il primo di squadra. Non è la prima volta che i Normanni presentano a un Campionato i loro gioielli. Vediamo chi sono. Questa Società è nata ad Aversa, in Campania, nel 1985 grazie alla passione per il tiro con l’arco dei coniugi Domenico Del Piano e Rita Troncone tesserati Fitarco già dal 1977 e con alle spalle l’esperienza di una intensa attività agonistica. Rita Troncone, docente di educazione fisica, è conosciuta per essere stata la prima tiratrice dell’Italia del Sud a superare i 1200. Nel 1981 ha vinto i Campionati Italiani e per parecchi anni ha militato nella squadra azzurra partecipando ai Mondiali Targa di Punta Ala. Con questi presupposti c’erano tutte le condizioni perché la nuova Società Sportiva si inserisse velocemente nel panorama nazionale tra quelle più vive e titolate.

Come fate a produrre tanti bravi tiratori in età così giovane?

Secondo noi l’unico serbatoio dove attingere atleti è la scuola perché si può lavorare sui grandi numeri. Una spinta l’abbiamo avuta dal Progetto Scuola della Fitarco, infatti abbiamo partecipato presso la sede della Federazione, in qualità di referenti della Campania a diverse riunioni. Abbiamo sempre lavorato ad Aversa in una Scuola Media e in un Liceo Classico. Facciamo istruzione durante le ore di rientro dei ragazzi e durante le ore del gruppo sportivo. Le difficoltà sono tante: carenza di strutture, di istruttori qualificati e di fondi. Per avere il consenso e la fiducia dei Presidi ci accolliamo tutto il lavoro e i costi. Il materiale che si compra e che si rompe va a gravare sul bilancio, già esiguo, della nostra Società. Presentiamo ogni anno progetti, sia a livello locale che provinciale, studiandoli in modo che vadano ad integrarsi con le attività scolastiche. Quasi sempre vengono approvati dal Consiglio degli Istituti. All’inizio non è stato facile, abbiamo dovuto farci conoscere, ma grazie all’attività che svolgiamo non è stato difficile superare il primo gradino.

Passiamo all’istruzione dei ragazzi. C’è un’età limite al di sotto della quale non insegnate a tirare?

Difficilmente insegniamo a tirare al di sotto degli otto anni e mezzo.

Come si riesce a rendere interessante l’arco nelle scuole?

Dipende tutto da come lo si presenta. Noi le studiamo tutte, organizziamo tiri dimostrativi ai palloncini, facciamo assistere a tornei a squadre tra le varie classi dove ogni squadra è formata da tre ragazzi e così via.

Visto che siete tra quelli che hanno più esperienza di arco nella scuola, quali sono i numeri? E cioè quanti scelgono di dedicarsi al nostro sport dopo aver provato?

Le percentuali sono molto basse. Su circa 250 ragazzi che facciamo tirare ogni anno solo

il tre per cento prosegue raggiungendo poi un buon livello.

UNA PROCEDURA COLLAUDATA PER INSEGNARE AI GIOVANI

Come si articolano le vostre lezioni nelle scuole?

Le prime lezioni sono teoriche. Illustriamo cos’è il tiro con l’arco, facciamo vedere dei video dimostrativi. Poi passiamo a lezioni di mimica del gesto ed infine introduciamo degli archi di libbraggio molto basso. Dopo tre settimane facciamo tirare a cinque metri con il mirino ma senza visuale e procediamo così per quattro settimane. Durante questo periodo i ragazzi non vengono mai abbandonati dall’istruttore. Sempre presente al loro fianco corregge ogni errore di postura e di tecnica di base. In questa fase è importante apportare subito le varie correzioni in modo positivo senza dare l’impressione che esistano dei grossi problemi da risolvere. Questo è a grandi linee il primo lavoro che facciamo con i ragazzi. Quelli che decidono di andare avanti li iscriviamo nella nostra Società Sportiva dove vengono seguiti con più assiduità senza stravolgere niente.

Qual’ è la prima attrezzatura?

Quando vediamo che un ragazzo raggiunge una buona ripetitività del gesto inseriamo il clicker, comunque mai prima di cinque o sei mesi. Anche i bilancieri li adottiamo in funzione della crescita arcieristica del ragazzo tenendo conto della sua struttura fisica. Il primo ad essere montato è il bilanciere lungo centrale dopo circa cinque o sei mesi.

Quali sono le difficoltà maggiori che i ragazzi incontrano ad eseguire l’azione corretta?

Noi i problemi ricorrenti, spalla alta, ecc. ecc. cerchiamo di prevenirli. L’istruttore a fianco del ragazzo corregge ogni errore già sul nascere. Quando è necessario si lavora con gli elastici per sensibilizzare i muscoli che sono coinvolti nell’azione di tiro. Abbiamo notato che è molto utile far osservare, a chi inizia, altri ragazzi che tirano in modo corretto. Chiediamo di memorizzare il gesto che vedono fare dai più bravi per poi ripeterlo. E’ fondamentale far sentire al ragazzo le sensazioni muscolari di un gesto corretto. Per raggiungere questo scopo, se è necessario, interveniamo manualmente sui muscoli.

Come vi comportate quando il mancinismo non è molto evidente? Per esempio quando si usa il braccio destro ma l’occhio dominante e il sinistro?

Quando il mancinismo non è molto evidente cerchiamo di impostare il ragazzo con un arco destro facendo chiudere, se necessario, l’occhio sinistro.

Come fate a capire già all’inizio se c’è attitudine al tiro?

Dalla coordinazione dei movimenti che costituiscono il gesto tecnico e dagli allineamenti scheletro muscolari.

Per la parte mentale?

Diamo molta importanza all’indole, al carattere dei ragazzi e dal giudizio che traiamo sappiamo quanto possiamo pretendere da ciascuno di loro. Facciamo in modo che lo stress si trasformi in energia positiva. Li addestriamo a non perdere mai la calma in gara, a controllare l’ansia, le emozioni, ad affrontare la gara mettendo a frutto tutto il lavoro svolto. I giovani (e per questi intendiamo quelli dai 9 ai 18 anni) vanno sempre motivati, con incentivi e gratificazioni continue. Da parte nostra cerchiamo di creare una buona armonia nella squadra, di avere sempre tutto sotto controllo di non farci sfuggire niente. I ragazzi si frequentano, scuola permettendo, anche fuori dal campo di allenamento. Noi non sottovalutiamo gli impegni scolastici perché la scuola viene prima di tutto. Possiamo affermare che molti giovani oltre essere bravi tiratori vanno anche bene negli studi. Frequentano scuole impegnative, Liceo Classico, Liceo Scientifico.

Uno dei punti più controversi è quando adottare il clicker e come usarlo. Evidentemente dai risultati che avete ottenuto avete trovato il modo giusto.

Per molti istruttori questo piccolo dispositivo è un marchingegno infernale. Lasciamo immaginare come questi istruttori possano insegnare ad usarlo. Noi sin dalle prime lezioni lo presentiamo come un dispositivo fondamentale dell’attrezzatura. Ne parliamo sempre in modo positivo dimodochè quando arriverà il giorno di montarlo sull’arco questo momento non sarà vissuto in modo traumatico. Come dicevamo aspettiamo cinque o sei mesi prima di adottarlo. Quando riteniamo sia giunto il momento verifichiamo con molta precisione l’allungo del ragazzo per non costringerlo a modificare le sue posizioni. I primi tiri con il clicker li facciamo eseguire a tre metri sul paglione senza visuale. All’inizio la cosa fondamentale è che l’azione avvenga con movimento continuo. Che la freccia non si fermi prima di essere passata sotto il clicker. Esercitiamo il ragazzo a non perdere mai tensione sino al rilascio. Lo facciamo lavorare così per un po’ di tempo a occhi chiusi mentre osserviamo che non modifichi le linee di forza. Quando dopo tre o quattro sedute vediamo che ha familiarizzato con l’uso del clicker lo portiamo a 20 metri dal paglione e lo facciamo tirare sempre senza visuale. Solo quando siamo sicuri che non ci siano problemi mettiamo la visuale.

Come risolvete il panico da clicker o il panico da giallo?

Tutte le volte che si presenta un problema andiamo a tre metri senza visuale con esercizi specifici e lavoriamo più che altro per aumentare la capacità di concentrazione. Per quanto riguarda il panico da giallo o da clicker pensiamo che questi problemi succedano a quei ragazzi che sulla linea di tiro svaniscono mentalmente e nel momento di tirare non sanno più cosa fare. Facciamo capire ai ragazzi che il tiro non deve avvenire d’istinto ma che è il frutto di un’azione controllata che va assimilata con molto esercizio.

MOLTI ESERCIZI CON L’ARCO E DI POTENZIAMENTO FISICO

Quali sono i principali esercizi che fate svolgere in allenamento?

Tirare a tre metri a occhi chiusi. Tirare guardando il clicker fino all’uscita della freccia, tirare concentrandosi a rilassare il pollice e mignolo della mano del rilascio, tirare cercando di far uscire la freccia dal clicker solo con i muscoli dorsali, tirare con pollice e mignolo della mano dell’arco rilassati, tirare esasperando l’uscita dal clicker, tirare su pedane modificate. Nel programma settimanale di allenamento inseriamo sempre una seduta con simulazione di gara e con scontri diretti.

Quali esercizi di potenziamento fisico fate eseguire?

Facciamo sempre eseguire esercizi personalizzati e cioè proporzionati alle possibilità di ciascun ragazzo. Cerchiamo in genere di stimolare lo sviluppo di tutta la muscolatura. Facciamo prima svolgere esercizi di preatletismo generale ed in seguito esercizi di preatletismo specifico lavorando su quei muscoli che ci interessano particolarmente, quelli delle braccia, della schiena, gli addominali, e i dorsali fondamentali per la postura. Nel periodo invernale inseriamo esercizi con carico naturale oppure con attrezzi che variano a seconda dell’età e del fisico dei ragazzi (bastoni di ferro, elastici o manubri). Ad ogni seduta di allenamento, prima di iniziare i tiri dedichiamo almeno venti minuti ad esercizi di scioltezza muscolare ed esercizi di stretching per evitare il rischio di microtraumi.

Quando li fate partecipare alle prime gare?

Dopo 4 o 5 mesi. Per tutti i ragazzi programmiamo un elenco di gare da disputare tenendo conto della loro disponibilità. Tecnicamente li seguiamo anche in gara. Partendo dal presupposto che secondo noi è il campo di gara che forma l’atleta lasciamo immaginare quale importanza rivestano per noi le gare. Mediamente i nostri ragazzi disputano due gare mensili, che possono essere di tiro alla targa o tiro di campagna.

Se i ragazzi vogliono fare l’arco nudo o il compound cosa consigliate?

Per quanto riguarda la scelta della divisione all’inizio lasciamo decidere al ragazzo, ma qualche volta è capitato che abbiamo fatto cambiare divisione perché abbiamo notato una certa attitudine o un particolare modo di tirare.

Come la mettete con i genitori?

Con i genitori si cerca di creare un buon rapporto, sensibilizzandoli sui problemi della Società, guadagnando la loro fiducia sotto tutti gli aspetti, ma facendo in modo che rimangano solo genitori. Cerchiamo di coinvolgerli quando organizziamo le gare. Spesso sul campo organizziamo delle rimpatriate a base di un buon piatto di pasta e del buon vino e questo aiuta a creare dei buoni legami tra i giovani tiratori e il gruppo dei genitori. Cerchiamo con grossi sacrifici di rendere il campo accogliente dimodochè i genitori si trattengano con piacere. Per i ragazzi che fanno attività agonistica è fondamentale che i genitori partecipino e si interessino ai risultati delle gare; è importante perché li devono sostenere finanziariamente. Ma se vogliamo essere sinceri dobbiamo dire che i genitori ci stanno molto vicino perché vedono in noi delle persone che si dedicano con tanti sacrifici e forte passione all’insegnamento di questo sport e si accorgono che non lo facciamo per soldi. Per esempio quando ci sono dei lavori da fare sul campo molti genitori ci danno una mano perché vedono che i primi a lavorare siamo noi.

Quali sono le soddisfazioni?

I giovani ti danno tanti problemi, ma anche tante soddisfazioni. Noi stiamo attenti a non esasperarli, a far capire che l’arco è solo uno sport e loro sanno che in qualsiasi momento possono contare su di noi. Nella nostra Società è tutto trasparente. I ragazzi che fanno agonismo pagano circa 12.000 lire al mese. Qualche piccolo contributo lo investiamo sugli atleti. Paghiamo le trasferte ai vari Campionati Italiani. Ogni medaglia viene incentivata non lesiniamo niente. Dobbiamo però confessare che da noi molti ragazzi hanno problemi economici. Arrivati ad un buon livello purtroppo molti debbono abbandonare per questi motivi. Dobbiamo anche dire che da noi c’è poca mentalità sportiva, sia a livello familiare che scolastico e comunale. Noi andiamo comunque avanti anche quando vediamo abbandonare l’arco per motivi economici perché pensiamo che, quando questi ragazzi avranno risolto i loro problemi, trovando per esempio un lavoro, si iscriveranno ad una Società Sportiva.

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